La ragazza del treno: recensione del libro di Paula Hawkins

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La vita di Rachel è una di quelle vite tanto interessanti e avvincenti che ti verrebbe voglia di spiarle h24. Vive sola, non ha alcun amico e ogni mattina prende lo stesso identico treno che la porta al suo lavoro. Quel viaggio che si ripete ogni santo giorno rischia di diventare tremendamente noioso, ma Rachel sa come ravvivarlo: nel momento in cui il treno si ferma a uno stop, lei ne approfitta per sbirciare una coppia che ogni mattina fa colazione in veranda.

Non li conosce, non sa chi siano, che mestiere facciano, quanti anni abbiano e quale sia il loro carattere, ma Rachel, anche solo per il fatto di vederli tutte le mattine fare colazione su quel terrazzo, a loro ci si è affezionata sul serio. Li guarda, o meglio, li osserva. E più li osserva più si sforza di immaginare le loro vite.

Tutto fila liscio fino a quando una mattina Rachel nota un particolare su quella veranda, un qualcosa che sarebbe stato meglio non vedere ma che le si è comunque palesato davanti agli occhi. Lei si sforza di far presente agli altri quanto ha visto accadere su quella veranda, ma il suo trascorso da ubriacona, che si trascina anche nel presente, fa sì che nessuno le dia credito. In fondo, chi prenderebbe sul serio le affermazioni di una donna sola, malinconica, alcolizzata e in preda alla noia perenne? Chi se la sentirebbe mai di avvallare le tesi di una donna che in realtà il lavoro verso cui finge di andare tutti i giorni lo ha perso proprio perché ubriaca?

Ma Rachel, rimasta sola anche in questo ennesimo caso, si intestardisce e vuole andare fino in fondo a quella storia. Perché sa che la faccenda della veranda non può dirsi finita là, col semplice passaggio del treno. No, quella storia va portata avanti fino in fondo anche a costo di doverlo fare da sola. Ed è da questo punto che “La ragazza del treno” diventa un avvincente giallo; un giallo che però è molto più introspettivo di quel che si potrebbe pensare visto e considerato che la storia ruota attorno a una protagonista per certi versi molto particolare. La fragilità di Rachel diventa infatti uno degli assi portanti del libro.

La sua vita si interfaccerà a quella di altri soggetti, che pure nel loro caso non se la passano poi così meglio. Anzi, da quel fatidico episodio della veranda si succederanno eventi e persone incastrate tra loro, perché tutti, nessuno escluso, ha bugie e segreti mai confessati prima che ora devono per forza di cose venire a galla.

Oltre a Rachel il libro farà parlare anche Megan e Anna, rispettivamente la ragazza della veranda e la nuova compagna dell’ex marito di Rachel. E anche a loro in un modo o nell’altro ci si affezionerà. E sempre su di loro bisognerà scoprire clamorosi retroscena e ci sarà da affrontare la parte più intima, introspettiva e disagiata dei rispettivi caratteri. Tutti elementi, questi, che aiuteranno il giallo a mescolarsi con il thriller.

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