Storia di una voyeur tradita

by on

Quando per la prima volta beccai mio marito Enrico chiacchierare con tanto fervore in compagnia di quella donna, non so perché, ma non provai fastidio. Me ne stavo lì ferma a guardare quali fossero gli sguardi e gli atteggiamenti che si scambiavano, e quanto più passavano i minuti tanto più li vedevo sempre più complici. Mi stava forse tradendo? Probabile.

Un paio di giorni dopo, sbirciando nel telefono di lui, scoprii che si erano dati appuntamento nello stesso posto in cui diversi anni fa ebbe inizio la mia relazione con Enrico. Da lì, si sarebbero poi diretti a casa mia convinti che non mi avrebbero mai e poi mai trovata: in effetti era previsto che per quel giorno mi sarei assentata per un appuntamento con un’amica. Ma ovviamente ripiegai e decisi di nascondermi in casa per capire come sarebbe andata a finire tra quei due mascalzoni.

Una volta entrati li vedevo. Si baciavano e si spogliavano fino a catapultarsi sul divano di casa e io, da una finestrella del ripostiglio, li guardai mentre si lasciavano travolgere dalla passione. A un certo punto uscii fuori e nonostante loro furono ovviamente molto spaventati li tranquillizzai: “Continuate, pure. Io guardo, non ci sono problemi, davvero!”.

Mio marito tirò fuori un’espressione a dir poco incredula mentre lei era travolta dalla vergogna. Li spronai a continuare dandogli modo di credermi che non ero affatto incazzata con loro. Oddio, forse lo ero pure. Ma al tempo stesso quella storia di tradimento e trasgressione mi eccitava da morire.

Lei gli fece un pompino ma il suo sguardo era continuamente rivolto a me; e quando tirava fuori la lingua per strisciargliela sulle palle, mi ammiccava con un fare quasi di sfida. Poi lui la allontanò da sé, la mise a novanta e la penetrò. Gemevano dal piacere e io con loro: proprio mentre lei glielo lavorava per bene avevo iniziato a strusciarmi la mano sulla vagina con un fare morbido, dolce, passionale. Stavo praticamente facendo la voyeur di turno mentre mio marito mi tradiva spudoratamente.

Non appena lei cominciava a minacciare la venuta, mi strofinavo sempre più forte e sempre più forte. Mi guardavano, e io guardavo loro. Eravamo tre porci, sudici e perversi. Lei venne e pochi secondi dopo, quando anche lui dava segni di cedimento, corsi verso di loro inginocchiandomi di fronte al mio Enrico: il suo sperma scese lento e caldo sul mio viso e su quello della sua puttana. L’opera era compiuta, il tradimento portato a termine e l’eccitazione aveva finalmente trovato il suo lieto punto di svolta.

Ma non ancora per me. Quella che avrebbe dovuto essere una nemica per definizione affondò la mano nella mia vagina mentre lui continuava a strusciarmi il cazzo in faccia certo che alla fine glielo avrei asciugato per bene. Venni anche io su di lei. Chi lo avrebbe pensato che sarei venuta per mano di una donna? E in effetti devo ammettere che il mio Enrico aveva scelto bene: quella era una gran bella gnocca, tant’è che alla prossima le corna al mio maritino e per giunta con lei gliele avrei messe io!

Leneuve Coseur

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